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Lungarno
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top
I mwdalungarni mwdq(lung'arni in forma arcaica)cite-ref-1[1] sono le strade che costeggiano il corso del fiume mwegArno nelle città che esso attraversa: tra le maggiori vi sono mwewPisa e mwfaFirenze.

Contents

Note

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Lungarni di Firenze

I lungarni fiorentini tagliano in due il mwgacentro storico e vi si affacciano numerosi luoghi di interesse. I viali dei lungarni vennero regolarizzati durante l'mwgqOttocento, spesso sacrificando alcune pittoresche strutture antiche, come le peschiere oppure il passaggio coperto sul lungarno Serristori che portava dal mwggpalazzo Serristori al mwgwponte alle Grazie.

Sulla riva nord da ovest, dopo il mwhqparco delle Cascine, si incontra il lungarno Vespucci fino a mwhgpiazza Goldoni, poi il lungarno Corsini (dove si trova il mwhwpalazzo Corsini), il lungarno degli Acciaiuoli, il lungarno degli Archibugieri (dove passa il mwiacorridoio vasariano e si affacciano gli mwiqUffizi), il lungarno Diaz (dove è presente l'edificio neoclassico della Camera di commercio), il lungarno delle Grazie (con l'mwigoratorio di Santa Maria delle Grazie), il lungarno della Zecca Vecchia (dominato dall'edificio della mwiwBiblioteca nazionale centrale di Firenze) e poi oltre il centro storico il lungarno Pecori Giraldi, il lungarno del Tempio e il lungarno Cristoforo Colombo.

Sulla sponda dell'mwjqOltrarno da ovest si incontrano prima del centro i lungarni dei Pioppi e Pignone; dopo il mwjgTorrino di Santa Rosa si susseguono il lungarno Soderini, dove si apre la mwjwpiazza di Cestello, il lungarno Guicciardini, poi da Piazza de' Frescobaldi fino a dopo il mwkaPonte Vecchio la sponda è occupata da edifici quindi non transitabile; successivamente si trovano il lungarno Torrigiani, il lungarno Serristori con mwkqpiazza Demidoff, il lungarno Cellini e il lungarno Francesco Ferrucci.

Riva nord (partendo da monte a valle):

• Lungarno Aldo Moro
• Lungarno Cristoforo Colombo
• Lungarno del Tempio

Riva sud (da monte a valle):

• Lungarno Francesco Ferrucci
• Lungarno di Santa Rosa
• Lungarno del Pignone
• Lungarno dei Pioppi
• Lungarno Bruno Buozzi (Lastra a Signa)

Lungarni di Pisa

I lungarni mwmgpisani sono ampie strade che da una parte costeggiano antichi palazzi e dall'altra le cosiddette "spallette", muri in pietra e mattoni che costituiscono la parte più elevata degli argini del fiume. La grande ampiezza dei Lungarni dà un aspetto signorile e di largo respiro al centro storico, specie al tramonto. La sera i lampioni posti sulle spallette dell'Arno si specchiano nel fiume, creando un'atmosfera magica.

I lungarni pisani sono stati molto amati da numerosi scrittori italiani ed europei dell'Ottocento per la bellissima scenografia urbana descritta dalla lunga curva del fiume. Gli italiani li descrivevano “mwoapieni di carrozze e pedoni, vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, nelle botteghe piene di galanterie e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura” (mwoqGiacomo Leopardi). I francesi trovavano “mwogi lungarni rivestiti di pietra somiglianti a Parigi”; basta accennare alla descrizione con cui si apre il settimo capitolo di mwowChavornay, uno tra i primi “mwpabest seller” europei, dello scrittore e viaggiatore mwpqCharles Didier, pubblicato a mwpgBruxelles nel mwpw1838 - “mwqaLe Lung'arno de Pise est la plus belle ligne de quais qu'il y ait en Europe [...] ”mwqq - ed ambientato al caffè dell'Ussero, dove “mwqgconvenivano i napoleonisti d'alta condizione” e i “mwqwBeccaccini, amanti di portare al collo de' fazzoletti sopraffini colle becche del solino pinzute, e fuori della corvetta, ricusando di mostrarsi al pubblico in cacciatora verde, che è il distintivo dei Carbonici”. Gli inglesi rimanevano affascinati dagli stupendi alberghi e palazzi con gli eleganti caffè che trovavano forniti “mwrawith excellent cakes and good tea” (mwrqJohn Ruskin).

Sui lungarni si affacciano numerosi e importanti edifici, come la mwrwchiesa di San Sepolcro, il mwsapalazzo Pretorio, il mwsqpalazzo Lanfranchi, il mwsgpalazzo Gambacorti, mwswpalazzo Agostini, il mwtaPalazzo Reale, il mwtqpalazzo alla Giornata, il caffè dell'Ussero, il museo di San Matteo, la mwtgchiesa di San Paolo a Ripa D'Arno (il duomo vecchio), la mwtwchiesa di Santa Maria della Spina (che fu smontata e ricostruita per salvarla dalle piene dell'Arno) e molti altri edifici storici.

Durante la mwvwseconda guerra mondiale molti palazzi furono colpiti dai bombardamenti. Alcune "ferite" sono visibili, altre sono state riparate in tempi recenti, altre ancora negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, con architetture oggetto di critiche per la loro scarsa aderenza agli stili precedenti.

I danni maggiori ai lungarni e alle strutture adiacenti sono comunque da attribuirsi alle innumerevoli alluvioni che hanno caratterizzato la storia dell'Arno. Nel mwwq1869 si ebbe una piena rovinosa che danneggiò gli archi e una pila del mwwgponte della Fortezza e provocò il crollo del Ponte a Mare, allagando ampiamente le strade cittadine. A seguito dei danni occorsi, l'amministrazione cittadina decise di attuare numerosi interventi di consolidamento delle strutture adiacenti al fiume: i muri di sponda vennero riordinati, i ponti danneggiati vennero riparati, un mwwwnuovo ponte venne realizzato in allineamento con via Solferino e la mwxachiesa di Santa Maria della Spina venne smontata e rimontata pezzo per pezzo sul nuovo e più alto livello stradale di Lungarno Gambacorti. I lavori suddetti furono diretti dall'ingegner Simonelli ed effettuati dal mwxq1871 al mwxg1875.

Durante l'mwyaalluvione del 1966, che colpì la città molto duramente, i Lungarni furono nuovamente danneggiati, in particolare il Lungarno Pacinotti in pieno centro cittadino, che sprofondò di alcuni metri creando una impressionante voragine nella strada. Terminata l'emergenza iniziarono i lavori di restauro dei Lungarni, con la costruzione di una banchina in mwyqcemento armato al posto dei caratteristici sassi lungo le massicciate e una calata di cemento per rendere più stabili le strutture. I lavori non sembrano però aver risolto del tutto il problema della fragilità delle sponde pisane dell'Arno, almeno a lungo termine, in quanto sono state recentemente scoperte, sotto il manto stradale nei pressi del Comune, alcune vecchie strutture "ad arco", da cui l'attuale divieto di circolazione per i mezzi pesanti.

Un altro importante intervento volto a sostenere le successive piene dell'Arno è stato la realizzazione di un canale artificiale detto mwaascolmatore, che devia una discreta quantità di acqua verso una seconda foce artificiale quando il fiume supera il livello di guardia. Negli anni precedenti (e più raramente ai giorni nostri) si ricorreva per precauzione anche alle paratie in legno, dette "cateratte", che venivano fissate ad alcuni ganci sulle spallette dell'Arno.

Oltre alle "spallette", la struttura comprende due cale, lo "scalo Roncioni" in lungarno Mediceo, da cui partono i battelli turistici, e lo scalo davanti al mwagGiardino Scotto, arrivo storico delle mwawregate sull'Arno, in lungarno Galilei. Altra struttura collegata con i lungarni è la mwbaCittadella Medicea, che conclude la parte murata dei lungarni. Anticamente erano presenti altri scali, che poi sono stati eliminati, lasciando il posto ad alcune scalette di ferro, ormai in disuso.

Una curiosità ancora visibile nel lungarno Galilei è il piedistallo del ponte di ferro provvisorio, realizzato dai genieri dopo la mwbgseconda guerra mondiale: una passerella sul fiume, unico passaggio agibile subito dopo la guerra nel centro della città. Nel periodo estivo alcuni lungarni (Pacinotti, Mediceo, Galilei) vengono chiusi al traffico serale in modo da consentire ai pedoni di passeggiare tranquillamente sulla strada.

Parte di Tramontana (nord, partendo da est):

• Lungarno Bruno Buozzi
• Lungarno Mediceo
• Lungarno Antonio Pacinotti
• Lungarno Ranieri Simonelli
• Lungarno Cosimo I de' Medici

Parte di Mezzogiorno (sud, partendo da est):

• Lungarno Guadolongo
• Lungarno Leonardo Fibonacci
• Lungarno Galileo Galilei
• Lungarno Gambacorti
• Lungarno Sidney Sonnino
• Lungarno Bonaccorso da Padule
• Lungarno San Giovanni al Gatano
• Lungarno Gabriele D'Annunzio (conduce fino a Marina di Pisa)

Note

cite-note-11. mwdg mwdwmweaBruno Migliorini mweqet al., mwegmwewScheda sul lemma "Lungarno"mwfg, in mwhgmwhwDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwiaISBNmwiq 978-88-397-1478-7.mwiw

Bibliografia

• Giorgio Batini, mwjwAlbum di Pisa, Firenze, La Nazione, 1972.
• Francesco Cesati, mwkqLa grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
• Lucia Nuti. mwkwI lungarni di Pisa ,Pacini editori, 1981
• Piero Pierotti,mwlqPisa tra antico e nuovo. I lungarni: storia della nascita di un sistema intermodale ,ed ND, 1996

Voci correlate

• mwmqArno

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su lungarno

Collegamenti esterni

• mwoaComune di Pisa, passeggiata sui lungarni, su comune.pisa.it.